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UNA
CORONA CONSACRATA
Le
origini dell’Antichissima Famiglia Ambrosini si perdono
nella notte dei tempi.
Alcuni
autori sostengono la derivazione del cognome dall’ambrosia:
“Nettare degli dei”.Il cognome italiano Ambrosini è
considerato dagli studiosi d’origine patronimica; cognomi
ereditari di derivazione del padre, talvolta dai predecessori
del capostipite.
In
questo caso deriva da nome personale Ambrogio, dal latino
“Ambrosius” e dal greco “Ambrasius” che a sua volta,
deriva da “Ambratos: Immortale”.
Studiando
antichi documenti: pergamene, bolle, diplomi e lettere patenti
conservati negli archivi vaticani, vescovili, imperiali
o privati, si trovano tracce dal lontano 1200, dove la storia
degli Ambrosini s’intreccia con la storia dei Cavalcabò
degli Affaitati, dei Rossi, dei Picenardi e di papi, principi,
re ed imperatori che la famiglia ha combattuto oppure servito.
I
membri di queste note famiglie, per l’alto valore militare e
politico, per l’amore verso il prossimo, nel 1200, in
Milano, fondarono l’Ordine Religioso degli Ambrosini,
dedicato ai SS.Barnaba ed Ambrogio ad Nemus (Bosco).
Nel
1256 Alessandro IV, ne fece menzione nella sua Bolla
“Licet Ecclesiae”, riconoscendo l’Ordine stesso.Nel
1375 Gregorio XI, costituì una comunità,
con un gruppo di questi frati, già residenti presso la chiesa
di S. Ambrogio ad Nemus di Milano.
L’Ordine
degli Ambrosini, presto divenne ricchissimo e potente; i frati
armati, impostarono la loro vita ed il loro agire, conformi ad
altri regolamenti cavallereschi come nel caso degli
Ordini dei Gerosolimitani, dei Templari, dei Cavalieri del
Santo Sepolcro, di Santo Stefano, di Toscana e di tantissimi
altri dell’epoca, prolificanti in tutta Europa.
Presto,
i loro castelli ed i monasteri, divennero così
numerosi, da indurre Eugenio IV, con “bolla del 4 ottobre
1441”, a riunire le proprietà in congregazione monastica,
con un Rettore Generale e stabilì l’Ordinamento Giuridico
della “Congregatio Fratum S. Ambrosii ad Nemus
Mediolani”.
Nel
1481 gli Ambrosini s’insediarono anche nella Chiesa di S.
Maria della Vittoria di Parabiago.
Un
insediamento che 150 anni dopo, divenne per l’Ordine fatale.
La
grandezza del loro spirito, la loro “Sovranità”, suscitò
invidie ed avidità.Furono
proprio due papi che passarono alla storia per la loro avidità
ed il loro nepotismo che con uno spietato colpo di scure
uccisero l’Ordine.
Con
breve del 2 dicembre 1643, Gregorio VIII decretò:
“Suppressio Ordinis Ss. Barnabae et Ambrosii ad Nemus”.
Pochi
mesi dopo, Gregorio VIII morì e gli succedette Innocenzo
X,
che con Bolla Quondam del 1° aprile 1645 “Confirmatio
supressionis Ordinis Fratum Ss. Ambrosii, et erectio illorum
monasteriorum in benefica secolaria”.
Innocenzo
X confiscò tutti i beni che andarono a favore degli
Odescalchi, il futuro Innocenzo XI.
Non
sappiamo fino a che punto la Famiglia Ambrosini fu coinvolta
in questa vicenda.
I
documenti ci narrano che nel 1631, gli Ambrosini possedevano
uno splendido palazzo ed estese proprietà terriere, con
allevamenti di cavalli a Cremona, come testimonia la pergamena
“Decuriones Civitatis Cremonae”, pubblicata il 17 aprile
1631 a firma del Conservatore degli Ordini Carlo Affaitati.La
storia degli Ambrosini appare documentata sin dagli anni 1000.
I
documenti conservati negli archivi oltre, ad elencare i
Proclami Nobiliari e le Registrazioni Araldiche, dizionano
che: “Gli Ambrosini erano una Nobile Famiglia della quale
l’Erudito Conte Preposto Tiraboschi ha dato contezza in una
nota a pagina 205 della sua dotta storia della Famiglia
Cavalcabò”.
Egli
però non ha conosciuto Ambrosino degli Ambrosini che era
aggregato al Ceto Mercantile di Cremona nel secolo XVI, come
lo erano quasi tutte le Grandi Famiglie Patrizie, onde
parteciparne i diritti.
Costanzo
Ambrosini, figlio di Ambrosino fu nominato Cavaliere di S.
Stefano di Toscana il giorno 31 dicembre 1595.
Pietro,
amico carissimo di Francesco Sforza fu un accorto Consigliere
del Condottiero e fu sempre al suo fianco, nel bene e nel
male, fino alla sua morte.
Gli
Ambrosini, tra l’altro, unirono il loro sangue con le Nobili
Picenardi, una potente famiglia che lasciò solidissime tracce
nella storia, sia come culla di condottieri, mecenati,
magistrati e Uomini e Donne di Chiesa.
Elisabetta,
dell’Ordine dei Servi di Maria, fu elevata agli Onori degli
Altari il 24 novembre 1804.
Il
Capitano Ambrogio Ambrosini, Teatino, teologo e poeta, era
iscritto alla Casta Decurtale fin dal 1°maggio 1764, negli
Elenchi di Patriziato e di Nobiltà.
Famiglia
di guerrieri, politici, letterati, diplomatici, gli Ambrosini
si stabilirono in diverse città europee ed asiatiche, dando
origine a diversi rami.
Nel
XIV secolo, un ramo degli Ambrosini s’insediò a Bologna.
Fra
i membri più illustri ricordiamo: Jacobo di Michele,
notaio nel 1303; Nicola gonfaloniere di Bologna, nel 1378;
il prof. di filosofia Giulio (1580); lo scienziato e
medico Bartolomeo (1588-1657); Tranquillo, poeta (1597);
il medico Giacinto –fratello di Bartolomeo- (1605-1671);
l’architetto Floriano, morto nel 1621; Giovanni
Antonio Alto Prelato e Principe della Chiesa, passato alla
storia nel 1621; il compositore Attilio nato nel 1863.
Nel
1320, a Padova giunse Enrichetto, deputato dei padovani per
stabilire una tregua con Cane della Scala; Antonio, dottore in
legge, nel 1714 compose alcune lodi in latino per il Principe
Eugenio di Savoia.
Felice
fu Vicario del Cardinale Giulio della Rovere
nell’Arcivescovado di Ravenna.
A
Napoli, gli Ambrosini ottennero il Titolo di Duca di
Somigliano d’Atella.
Nel
‘700 la Persia era divisa in tanti piccoli regni e
staterelli; i russi, gli armeni ed altri popoli attraversarono
e conquistarono più volte i vari principati.
In
quel periodo, soffiava un forte vento di guerra e di
conquista, non solo in Europa, ma anche in Asia ed in Africa.Il
Sacro Romano Impero del Grande Gotha, giunse anche a Susiana.Con
l’imperatore ed i vari principi, combatterono al seguito,
dei cugini dell’imperatore stesso: un ramo degli Ambrosini.L’800
cambiò il modo di pensare della gente.Molti
stati si unificarono; principi e nobili ebbero da tempo perso
i loro feudi e la loro sovranità.
Il
ramo americano degli Ambrosini, ebbe inizio nel continente
nord-americano, con Ernesto Ambrosini che giunse a New York il
15 agosto 1883, a bordo del piroscafo France.
Altri
documenti e fotografie d’epoca, indicano il passaggio degli
Ambrosini nel suolo americano in data precedente, dove
parteciparono all’epopea e alle conquiste del west.
La
civiltà industriale andava a svilupparsi a passi da gigante.
Con la nuova era tecnologica, mutava il concetto di
nobiltà, la quale da “attiva”, divenne “passiva”,
assoggettata ad un re od incorporata in una Repubblica.
Accanto
a regni territoriali, nascevano dei “regni in esilio”, i
quali, in base al diritto internazionale, mantenevano le loro
prerogative storiche ed araldiche, gestendo in virtù della
Fons Honorum i loro ordini di famiglia, come patrimonio
dinastico inalienabile.
In
Italia, la storia degli Ambrosini, fu sepolta in archivi
segreti e polverosi; un imperatore del Sacro Romano Impero,
riconobbe e fece rinascere il ramo degli Ambrosini di Susiana.
Documenti
inediti e scritti storici originali pubblicati in varie
epoche, permettono al lettore di percorrere un viaggio dal
mondo dei goti; con la narrazione delle splendide gesta di
Francesco Sforza e di Bianca Maria; della terra di
Susiana, vista da un viaggiatore del ‘700, che si addentrò
in modo avventuroso, fra i misteri della Persia; di Cremona
culla degli Ambrosini, la grande famiglia che divisasi in
varie rami, continua a tutt’oggi, lasciare tracce indelebili
nella storia.
Le
schede e le biografie della famiglie, la cui loro storia
s’intrecciò con la famiglia Ambrosini, sono tratte dagli
elenchi ufficiali e tutte le narrazioni sono state riportate
integralmente come furono scritte in originale, dagli autori
stessi.
Tutto
si evolve, cambiano le civiltà, e la nobiltà tramandata
dinasticamente fa parte di un processo inprescrivibile.
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