Costantino Ambrosini fu cavaliere dell’Ordine di S.to. Stefano. L’Ordine Militare e cavalleresco di S.to Stefano venne fondato da Cosimo I° dei Medici nel Gran Ducato di Toscana (1561). I suoi membri parteciparono alla Battaglia di Lepanto e compirono straordinarie imprese marinare nella lotta contro i turchi, difendendo le navi cristiane che navigavano nel Mediterraneo ed opponendosi validamente alle incursioni piratesche onde frenare l’espansione dell’islamismo. Capo dell’Ordine era il Gran Maestro che veniva coadiuvato da otto graduati conventuali. I Cavalieri dovevano tutti appartenere a Nobile Famiglia e si dividevano in Cavalieri Ecclesiastici e Cavalieri Secolari. L’Insegna dell’Ordine era una croce di raso rosso su fondo bianco, cucita su un lato del mantello, alla quale i cavalieri semplici, appendevano una croce d’oro di piccole dimensioni. Costantino Ambrosini fu anche al servizio di Filippo III° Re di Spagna. Filippo II° successo al padre Filippo II°, si pacificò nel 1603 con l’Inghilterra e nel 1609, concluse una tregua con le province unite. Il governo fu costantemente esercitato dai suoi favoriti, il Duca di Lerma fino al 1618 e dal Duca di Uceda, suo figlio, negli ultimi anni. (1638-1746). Costantino Ambrosini, con lettere del Conte Nunzio Fuentes, Governatore del Dominio Milanese, venne chiamato come Ministro Plenipotenziario da Filippo II° per svolgere speciali mansioni nel Regno di Cipro a favore e nell’interesse della cristianità. Missione che venne condotta con pieno successo, grazie alla sua astuzia, audacia e somma raffinatezza diplomatica. Pietro Enriquez de Ezevedes, Conte di Fuentes, un uomo che il Ripamonti (Ripamonti Giuseppe –De peste quae fuit anno M.D.C.XXX – Libro V° Mediolani 1641, pag. 10), conobbe personalmente dipingendolo come un uomo attivo, incapace pure in una situazione sicura e tranquilla di stare inoperoso. Al Conte di Fuentes si deve la costruzione del Castello di Fuentes, iniziato nel mese di ottobre nel giorno dedicato agli Apostoli Simone e Giuda nel 1603, dal piacentino Broccardo Borroni, architetto militare. La costruzione di questo castello posto tra il Lario e la Valtellina, dimostra la sagacia e le alte capacità militari del Fuentes. Il castello fortezza, di Fuentes, costruito in una posizione strategica, fu un saldo baluardo che impedì la conquista delle terre milanesi da arte degli svizzeri e dei grigioni. “La fortezza, degna d’ammirazione più per la posizione del luogo che per le fortificazioni è posta sopra un colle chiamato Montecchio. Di fronte guarda Sorico, a destra la Valtellina, a sinistra Colico”. Molto spesso dagli ingegneri si pensò di eliminare la malaria con la costruzione di canali che raccogliessero le acque stagnanti, e volesse il cielo che si trovasse il modo adatto per compiere queste cose. Giuseppe II° Imperatore, nella sua escursione sul lario, visitò il Forte di Fuentes e coi proprii occhi quel Principe espertissimo della scienza militare esaminò ogni cosa. (A.Gioseffo della Torre di Rezzonico). Costantino Ambrosini, Cavaliere di S.to Stefano di Toscana, fu in seguito inviato da Filippo III° come Ambasciatore presso il Viceré di Napoli dove la famiglia consacrò la sua presenza anche a Napoli con il Titolo di Duca di Somigliano d’Atella.

 

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