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MESSAGGIO DI PACE FRA I POPOLI
A tutti coloro che ci leggono salute! Da
pochi anni siamo entrati nel III millennio ed epocali catastrofi naturali,
guerre e pestilenze, hanno contrassegnato i nostri passi. Sciagure e guerre
inumane conosciute ed occulte siglano la nostra storia di tutti i giorni.
L’opulenza si contrappone alla più disperata miseria e povertà: “povertà
economica e povertà culturale”, s’intersecano, creando anche in epoca
moderna quelle sacche storiche che originarono le brutali inquisizioni
medioevali e l’ignorante rivolta delle plebe nella rivoluzione francese, le
cui masse urlanti distrussero nobiltà, cervelli, valori, scienza, religione
ed umanesimo. Col III millennio le grandi organizzazioni sia laiche sia
religiose, si sono mobilitate con l’intento di portare aiuto ai bisognosi,
ai sofferenti ed ai perseguitati. I nobili ed i cavalieri della Sovrana
Corona di Susiana, nel nome del progresso e della pace fra i popoli, al
comando di S.M.R.I. Il Principe di Susiana, diventano protagonisti di questo
grande evento storico, mettendo la loro intelligenza, il loro sapere ed il
loro contributo morale e finanziario a sostegno delle opere e dei progetti
che la Sovrana Corona ha varato. La Sovrana Corona di Susiana, non è una
delle tante istituzioni sterile che si limitano a dispensare riconoscimenti
ed onori, ma una punta di diamante che continua il grande esempio dei Nobili
Cavalieri che nel tempo fecero la storia. Rilevante è che fra la Gran
Cancelleria, i Dignitari, i Luogotenenti, i Cavalieri, vi sia un continuo
interscambio d’idee e contributi che all’unisono , portino ad un costruttivo
risultato finale. Fondamentale è che, per costruire un caposaldo unitario,
il Nobile ed il Cavaliere siano fedeli ad un solo Principe ed un solo Gran
Maestro, senza dispersioni collezionistiche, come purtroppo accade. Non è
etico militare in partiti contrapposti, come non lo è postulare un titolo
per avvalorare un C.V. “Ma qual è il mistero (ed il fascino) della
cavalleria? Come tutti i misteri esoterici non rilevabile. Ma non perché
segreto. Non è rilevabile perché non è comprensibile a chi non la conosce
per esperienza diretta. Tentare di spiegarlo sarebbe insomma come voler
descrivere il sapore di un’arancia a chi non l’ha mai gustata. Il mistero
della Cavalleria dunque, se non lo si vuole ridurre semplicisticamente ad
una asettica cognizione storica, è conoscibile soltanto attraverso una
percezione naturale dei principi che sottintende. (1) Anche al giorno
d’oggi. Poiché “questo mondo sprofonderebbe il giorno in cui non producesse
più un Cavaliere””. (2) Siamo certi che il messaggio venga da Voi fortemente
recepito e nel Nome di Dio Onnipotente, di S.ta Maria degli Angeli e dei
nostri Santi Protettori Ambrogio ed Elisabetta, Cavallerescamente Vi
abbraccio fraternamente. TAMMARITU III JOSEF I
5 Febbraio 2005
1) Franco Cuomo – Ordini Cavallereschi – pag. 18 2) Victor Emile Michelet – 1930 – Op. Cit.
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